Gatto europeo_a_pelo_neroEh sì, come i cani anche i nostri amici felini hanno bisogno di adeguate vaccinazioni, alcune di queste veramente importanti. Vediamone allora le più importanti.

Senza dubbio è utile sottoporre il gatto ad un attento programma di vaccinazioni e questo è valido anche per coloro che passano tutto il tempo in casa, dato che non c'è ad esempio un giardino per potervi scorrazzare lì. Le malattie virali, infatti, sono spesso a trasmissione aerea e, quindi, i vaccini risultano essere di fondamentale importanza. Altro aspetto da tenere a mente è che bisogna stimolare, per così dire, il sistema immunitario del gatto.
Vaccinare il micio non vuol dire soltanto fargli un’iniezione, ma anche e soprattutto visitare il gatto, capire se ha l’età giusta per un dato vaccino e quale occorre subito fare. La frequenza di vaccinazione del gatto deve essere sempre valutata dal medico veterinario e ciò a seconda dello stile di vita dell'animale e della sua età. L’importante è garantirgli una buona immunità durante i primi 7-9 anni di vita: poi se il gatto ha la possibilità di uscire di casa, si faranno richiami annuali, se il gatto sta sempre e solo in casa, non viene mai a contatto con altri suoi simili, quando raggiunge i 10 anni potrà fare dei richiami ogni due anni.

Ma quali sono le principali malattie contro cui vaccinare il nostro felino?

Iniziamo con la gastroenterite, i cui sintomi principali sono vomito e diarrea. Una patologia molto grave e, quindi, occorre vaccinare il gatto. C'è poi la rinotracheite, malattia piuttosto contagiosa, con sintomi quali tosse ed inappetenza. Altra patologia è la calicivirosi, che colpisce l'apparato respiratorio con sintomi simili a quelli della rinotracheite. Inoltre, vi è il vaccino contro la leucemia virale felina, una patologia molto seria che, in determinati casi, non presenta neppure specifici sintomi.

Ecco spiegata l'importanza del mettere appunto un piano vaccinale. Non rimane allora che chiedere sempre consigli al veterinario e farlo visitare spesso anche perché, teniamolo a mente, gli animali non possono comunicare a noi disagi e malesseri.


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