Chronos 4_moisPremi e punizioni, un qualcosa che riguarda i bambini, ma sono solo. Anche cani e gatti potrebbero essere soggetti a tutto ciò, ma c'è ben poco da meravigliarsi, in quanto fanno parte integrante della famiglia...

I gatti, tuttavia, sono più difficili da educare rispetto ai cani, in quanto animali, diciamo, più indipendenti. Quello che occorre è, innanzitutto, un bel po' di pazienza; in questo modo si potrà impedire un certo comportamento che può risultare sgradito o esagerato. Per inibire un dato modo di fare, si può magari proporre un comportamento alternativo a lui più gradito. Una cosa è però certa: mai usare punizioni fisiche che avrebbero come conseguenza quella di farci temere da lui, di renderlo timoroso. Per fargli evitare comportamenti inopportuni quali, ad esempio, i graffi, salire su qualche mobile e divano, il mordere, è consigliabile al limite sbattere le mani, un fischio, insomma un qualsiasi rumore improvviso. Un urlo secco come “No!” potrebbe dare dei risultati e questo senza arrivare ad usare odiose ed inutili punizioni fisiche. Inoltre, il gatto (come pure il cane) ha la capacità di associare una punizione ad un dato comportamento, soltanto se distanti l'uno dall'altro al massimo 10-20 secondi. Passato questo lasso di tempo, non capirebbe più e la punizione finirebbe solo per mettergli paura. La punizione, perciò, dovrà scattare al momento subito successivo al danno recato, altrimenti è inutile.


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