IlPersiano-magnificat gatto è veramente un animale solitario? Si tratta magari dell'ennesima leggenda su questi splendidi felini?

Il gatto, però, è spesso e volentieri definito “solitario” dagli stessi etologi, questo perché per sopravvivere non hanno bisogno di stare in società, cioè in un gruppo organizzato. Il gatto selvatico, infatti, caccia e vive prevalentemente da solo. I gatti che abitano in città, all'opposto, sia maschi che femmine, vivono in colonie e fra loro hanno rapporti diversificati, proprio come avviene tra noi esser umani; quindi antipatie, simpatie, scambi di affetto, liti, ecc... Ci sono, ovviamente, differenze tra loro, ad esempio esistono gatti più o meno estroversi e più o meno interessati ai propri simili ed agli esseri umani. Quindi, ha qui il suo peso l'indole dell'animale. Il primo anno di vita è veramente fondamentale per lui, poiché è in quel periodo che si forma, possiamo dire, il suo carattere. Se nel primo anno dovesse avere avuto delle buone esperienze, dei contatti positivi con gli umani, sarà più disponibile a situazioni nuove; viceversa risulterò essere più scontroso, chiuso e sempre all'erta.

Inoltre, occorre dire che in natura il gatto non vive in un gruppo gerarchicamente organizzato, perciò, come specie, non è abituato ad avere dei capi a cui obbedire. Ecco allora spiegato il perché non obbedirebbe al classico comando, “prendi la pallina!”. Ciò non vuol dire comunque che non esistano gatti più forti di altri, che tendano a sottomettere l'altro, oppure pensiamo anche alle lotte per le femmine.


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